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Beata Vergine del Rosario e San DomenicoIl Rosario è nato dall'amore dei cristiani per Maria. La celebrazione della festività odierna, istituita da San Pio V per commemorare la vittoria riportata nel 1571 a Lepanto contro la flotta turca tanto che inizialmente era detta "Santa Maria della Vittoria", il giorno 7 ottobre, che in quell'anno cadeva di domenica, venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre da San Pio X nel 1913. La "Festa del Santissimo Rosario", com'era chiamata prima della riforma del calendario del 1960, compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di quindici momenti della vita di Maria e di Gesù. In epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terra Santa. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio San Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago.

alberto pio del corona vescovo beato domenicanoIl Servo di Dio Pio Alberto Del Corona nasce a Livorno il 5 luglio 1837 da Giuseppe ed Ester Bucalossi, umili negozianti di calzature, loro quarto ed ultimo figlio. Sul sacro colle di Montenero, a pochi chilometri da Livorno, ai piedi della veneratissima immagine di Maria, Patrona della Toscana, all’età di diciassette anni prese l’ultima decisione di consacrare la sua vita a Dio. Il 4 dicembre 1854 Albertino, come era chiamato in famiglia, pregò il padre di volerlo condurre a Firenze, dove si presentò al Convento domenicano di San Marco. Il 1 febbraio 1855, vigilia della Purificazione di Maria Vergine, alle quattro del pomeriggio vestì per la prima volta l’abito domenicano. Il 3 novembre 1859 pronunciò la sua professione religiosa. Ricevette la Sacra Ordinazione Sacerdotale a Firenze il 5 febbraio 1860 nella Basilica di San Marco a Firenze, celebrando la sua prima messa novella la successiva domenica 12.

buonomini di san martino 2 santantonino smallAntonino Pierozzi, Sant'Antonino da Firenze,  era nato nel 1389 e morì a Montughi il 2 maggio 1459. La sua ricorrenza è stabilita dalla Chiesa il 2 maggio ed i suoi  attributi sono il  pastorale ed il portamonete. E' il Patrono dell'Arcidiocesi di Firenze ed è stato un teologo, arcivescovo cattolico e letterato italiano; venerato come santo dalla Chiesa cattolica, appartenne all'ordine domenicano, ovvero dei Frati Predicatori, fu arcivescovo di Firenze e studioso nei ranghi della tarda scolastica. Figlio del notaro ser Niccolò Pierozzi, fin dalla giovane età maturò un'indole avvezza alla meditazione, allo studio e alla preghiera, che in età adulta gli valsero l'appellativo di "campione della serietà".

buonomini di san martino 3 santantoninoSan Martino, vescovo di Tours, viene considerato fin dall’antichità il santo della carità per aver donato metà del suo mantello di cavaliere ad un povero. Nel 1442, viene istituita a Firenze dal frate domenicano Sant'Antonino Pierozzi la Congregazione di San Martino con l’intento di aiutare i “poveri vergognosi”. La congregazione di San Martino prenderà poi il nome di “Congregazione dei dodici Buonomini di San Martino”, perché costituita da dodici integerrimi messeri votati all’aiuto al prossimo. I poveri vergognosi erano i membri di famiglie nobili che per alterne vicende, spesso derivanti da  questioni politiche, divenivano improvvisamente poveri.


san pietro martire fonda la misericordia di firenzeLa Confraternita, nota ai fiorentini semplicemente come La Misericordia, si è dedicata fin dall'inizio della sua storia al trasporto dei malati verso gli ospedali della città, alla raccolta di elemosine per maritare fanciulle povere, alla sepoltura dei bisognosi, e ad altre opere di carità. La fondazione, come riporta un registro dell'Arciconfraternita datato 1361, fu «cominciata per lo beato Messer Santo Pietro Martire dell’Ordine dei Predicatori». Si trattò, in particolare, di una filiazione della Societas Fidei costituita nel 1244, col nome di Compagnia di Santa Maria della Misericordia. La Confraternita si distinse rapidamente soprattutto per la costante attività nel campo del trasporto degli infermi in special modo durante le sempre più frequenti pestilenze.

dominicanesLa Fraternita Laica di San Domenico o Fraternita Laicale Domenicana è il ramo secolare della Famiglia Domenicana. È comunemente nota come Terz'Ordine Domenicano. Il Primo Ordine era costituito dai frati, il Secondo dalle monache. Dopo il Concilio Vaticano II la Fraternita ha assunto l'attuale denominazione. I suoi membri possono posporre al loro nome la sigla F.L.D. I Laici domenicani nascono come Ordine della Penitenza nel XIII secolo. Tal Ordine raccoglieva i laici, sposati e non, che gravitavano intorno ai conventi domenicani e che ne condividevano il carisma.

santa rosa da limaNacque a Lima, capitale dell'allora ricco Perù, il 20 aprile 1586, decima di tredici figli. Il suo nome di battesimo era Isabella. Era figlia di una nobile famiglia, di origine spagnola. Il padre si chiamava Gaspare Flores, gentiluomo della Compagnia degli Archibugi, la madre donna Maria de Oliva. Per cui, il nome della Santa era Isabella Flores de Oliva. Ma questo sarà dimenticato in favore del nome che le diede, per la prima volta, la serva affezionata, di origine india, Mariana, che le faceva da balia, la quale, colpita dalla bellezza della bambina, secondo il costume indios, le diede il nome di un fiore. “Sei bella - le disse - sei rosa”. Fu cresimata per le mani dell'arcivescovo di Lima ed anche lui Santo, Toribio de Mogrovejo, che le confermò, tra l'altro, in onore alle sue straordinarie doti fisiche e morali, quell’appellativo datole dalla serva india. Rosa ad esso aggiunse “di Santa Maria” ad esprimere il tenerissimo amore che sempre la legò alla Vergine Madre del cielo soprattutto sotto il titolo di Regina del Rosario, la quale non mancò di comunicarle il dono dell'infanzia spirituale fino a farle condividere la gioia e l'onore di stringere spesso tra le braccia il Bambino Gesù.

Pulpito santa maria novella 2Il Pulpito di Santa Maria Novella è un'opera scultorea che si trova nella basilica omonima, addossato al secondo pilastro della navata centrale, nel primo settore della navata. Il pulpito venne commissionato dalla famiglia Rucellai, disegnato da Filippo Brunelleschi, eseguito da Giovanni di Pietro del Ticcia e scolpito sui quattro pannelli a bassorilievo dal figlio adottivo del Brunelleschi, Andrea Cavalcanti detto "il Buggiano".

 

Beato Giovanni Quarna da Salerno e i primi domenicani fiorentiniOggi, 9 agosto, l'Ordine dei Predicatori ricorda il Beato Giovanni da Salerno, nato nel 1190 e morto nel 1242, fondatore della comunità di Santa Maria Novella a Firenze, il primo convento domenicano fiorentino. Nato da nobile stirpe normanna a Salerno, Giovanni Quarna appartiene alla prima generazione domenicana: studiato diritto a Bologna e già sacerdote, nel 1219 con l'abito ricevette dal santo Fondatore lo spirito combattivo e lo zelo per la fede. Nel giugno di quell'anno, san Domenico lo mandò con undici compagni a Firenze per fondarvi un convento; il 20 novembre 1221 la nuova comunità si stabilìva a Santa Maria delle Vigne, poi divenuta Santa Maria Novella.

Padre Aldo Tarquini OPCari confratelli e amici, vi saluto e vi do il benvenuto nel nuovo sito della Provincia Romana di Santa Caterina da Siena, dei Frati dell’Ordine dei Predicatori. Considerando l’importanza che ha la comunicazione per il nostro Ordine, l’ultimo Capitolo provinciale ha rivolto ai frati questa raccomandazione: “La nostra predicazione, oltre alle forme tradizionali, sia sempre più aperta all’uso delle odierne forme di comunicazione, approfittando delle potenzialità che offre il nuovo continente Internet”. San Domenico aveva immaginato il suo Ordine e aveva organizzato i suoi frati per la predicazione, intesa come incontro, dialogo e comunicazione, perché il messaggio del Vangelo arrivasse a illuminare le coscienze.