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st-catherine-of-sienaDare testimonianza di Gesù Cristo con la predicazione e con la vita, rendere a Dio un culto in spirito e verità: se questa è la vocazione domenicana nella sua essenza, essa non è qualcosa di diverso dalla stessa vocazione della Chiesa nel suo insieme. C’è unita per questo evangelico fine, ma nella diversità, ovvero nel carisma. Non ci può essere dubbio sui fine dell'Ordine: l'evangelizzazione. L'Ordine è nato dal cuore di san Domenico, che provava lo struggente bisogno di lavorare per la salute delle anime e sospirava: "Signore, che ne sarà dei poveri peccatori?". Papa Onorio III, nella bolla di approvazione dell'Ordine, scriveva a Domenico e ai suoi primi compagni: "Colui che incessantemente feconda la Chiesa con nuovi figli, volendo rendere questa nostro tempo simile ai primi tempi e propagare la fede cattolica, vi ispiro if pia proposito di abbracciare la povertà e professare la vita regolare per consacrarvi alla predicazione della parola di Dio, evangelizzando attraverso il mondo il nome di Nostro Signore Gesù Cristo".

San Domenico e Santa CaterinaDomenico di Guzman nacque a Caleruega in Spagna nel 1170 e morì a Bologna in Italia il 6 agosto 1221 ed è, con Francesco d’Assisi, uno dei patriarchi della santità cristiana suscitati dallo Spirito in un tempo di grandi mutamenti storici. All’insorgere dell’eresia albigese si dedicò con grande zelo alla predicazione evangelica e alla difesa della fede nel sud della Francia. Per continuare ed espandere questo servizio apostolico in tutta la Chiesa, fondò a Tolosa nel 1215 l’Ordine dei Frati Predicatori, detti poi Domenicani. Ebbe una profonda conoscenza sapienziale del mistero di Dio e promosse, insieme all’approfondimento degli studi teologici, la preghiera popolare del rosario. Il fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori, canonico della cattedrale di Osma, era nato a Caleruega nell'alta Castiglia, un anno tra il 1170 e il 1175, in una famiglia della nobiltà locale. Notevole influenza sul suo carattere ebbe la madre Giovanna Aza. Uno zio arciprete consigliò Palencia quale città adatta a completare gli studi di arti liberali. Domenico vi si recò, applicandosi per alcuni anni. Non sembra tuttavia che li portasse a termine, dedicandosi piuttosto agli studi sacri, oltre che ovviamente alla grammatica e alla dialettica. Non aveva infatti una predisposizione allo studio per lo studio, ma solo in vista di scopi più alti. Così si spiega anche l’episodio accaduto a Palencia e narrato da Giordano di Sassonia nel suo “Libretto sui primi tempi dell’Ordine dei Predicatori”.

santantonino pierozziAntonino Pierozzi fu uno dei più bei fiori e il più valido sostenitore della riforma dell’Ordine promossa dal Beato Raimondo da Capua. Fu ricevuto nell’Ordine dal Beato Giovanni Dominici nel convento di Santa Maria Novella, proseguendo la sua preparazione a Cortona, dove ebbe come Maestro il Beato Lorenzo da Ripafratta, del quale fu degno discepolo. Antonino a quattordici anni, a causa del suo aspetto gracile, aveva destato qualche apprensione nel santo Priore, ma in quel fragile corpo c’era un’anima gigante. La sua vita fu intessuta di penitenza e di preghiera. Nello studio fu quello che si dice un “lavoratore”, e ne fanno fede le numerose opere di sommo valore che scrisse. Da Cortona passo al Convento di San Domenico a Fiesole, alle porte di Firenze. Venne ordinato sacerdote nel 1413, divenendo Vicario a Foligno. Dette vita al glorioso Convento di S. Marco e fu Priore a Fiesole, Siena, Cortona, Roma, S. Maria sopra Minerva a Roma, Napoli, portando ovunque quella fiamma di zelo che in lui, fu dolce e forte a un tempo. Papa Eugenio IV, nel 1446, lo nomino Arcivescovo di Firenze e per indurlo ad accettare gli dovette minacciare gravissime censure.

LSacra famiglia - lorenzo lottoa famiglia per un laico domenicano non può essere soltanto una comunità di vita, di amore e di grazia ma deve essere anche una comunità educatrice. Per un cristiano, ed a maggior ragione per un domenicano, la famiglia deve essere considerata la prima istituzione educativa. La studio, la cultura e dunque l'educazione sono la continuazione della generazione e ne sono il completamento. Genitori e figli realizzano il primo incontro di generazioni diverse, che è per i giovani occasione di educazione, e per gli adulti di rinnovamento. Nessuno osa negare questo fatto evidente sebbene, a causa delle trasformazioni e dei mutamenti secolari, la famiglia si trova in condizioni difficili proprio in relazione alla perdita costante della sua funzione educativa. L'attuale grave e dolorosa insicurezza della famiglia, nella veste di comunità educatrice, viene denunciata dai genitori, i quali ammettono spesso di non sapere cosa fare e come orientarsi con i figli. Ma anche i figli si trovano a contestare i genitori perché incapaci di offrire loro un ordine di valori per i quali valga la pena di impegnarsi.

giordano di sassoniaNato tra il 1175 ed il 1185 a Burgherg presso Dassel in Westfalia, probabilmente da contadini, per le sue eccellenti doti si recò ancor giovane allo Studio parigino. Nel 1218 o prima era magister artium. Nell'estate 1219 incontrò San Domenico, di passaggio per Parigi, si confessò da lui e fu da lui esortato a ricevere il diaconato . Dopo qualche mese Giordano decise di farsi domenicano con il suo amico Enrico di Colonia. Già diacono e baccelliere in teologia, chiese l'abito domenicano il 12 febbraio 1220. Qualche mese piú tardi fu scelto quale delegato principale, dopo Matteo di Francia, del convento di Parigi, per assistere al primo capitolo generale dell'Ordine da celebrarsi nel maggio 1220 a Bologna. Rientrato a Parigi riprese l'insegnamento e il ministero. Nel capitolo generale di Bologna del giugno 1221 fu nominato quantunque assente, provinciale della Lombardia, la piú rigogliosa provincia del giovane Ordine dei Predicatori.

tommaso aquinoQuando papa Giovanni XXII nel 1323, iscrisse Tommaso d’Aquino nell’Albo dei Santi, a quanti obiettavano che egli non aveva compiuto grandi prodigi, né in vita né dopo morto, il papa rispose con una famosa frase: “Quante preposizioni teologiche scrisse, tanti miracoli fece”. E questo, è il riconoscimento più grande che si potesse dare al grande teologo e Dottore della Chiesa, che con la sua “Summa teologica”, diede sistematicamente un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Tommaso, nacque all’incirca nel 1225 nel castello di Roccasecca vincino a Frosinone nel basso Lazio, che faceva parte del feudo dei conti d’Aquino. Il padre Landolfo, era di origine longobarda e vedovo con tre figli, aveva sposato in seconde nozze Teodora, napoletana di origine normanna; dalla loro unione nacquero nove figli, quattro maschi e cinque femmine, dei quali Tommaso era l’ultimo dei maschi.

Paola Bedini - presidente fraternita laica domenicana firenzeE' Paola Bedini la nuova Presidente della Fraternita Laica Domenicana di Firenze "Beato Angelico". Lo ha stabilito l'assemblea elettiva riunita sabato 6 Dicembre 2014 alla presenza del numero legale dei membri e dei nuovi consiglieri. Si è trattato dell'ultimo atto del 2014 anno nel quale la Fraternita si è impegnata nella formazione dei propri terziari in molti incontri che hanno avuto al centro l'approfondimento dell'enciclica Lumen Fidei e l'esortazione apostolica Evangelii Gaudium sotto la guida del Presidente uscente Francesco Spada. I propositi di Paola Bedini, per il mandato appena iniziato, sono incentrati nell'impegnare la Fraternita a lavorare su iniziative relative al grande Giubileo Domenicano del 2016 e sull'apertura dei membri tra le giovani generazioni. Ad assisterla nel mandato del prossimo triennio il nuovo consiglio che, oltre a Paola, è formato da Elio Montanari, Francesco Spada, Anita Pianeschi, Nara Coradossi, Roberta Gori e Andrea Claudio Galluzzo. Nel ruolo di Segretario è stata eletta lo scorso 17 Gennaio 2015 la terziaria Vittoria Basta.

Beato angelico Cristo coronato di spine livorno 1420 circa smallDonarsi è la sola strada per la felicità. L’egoismo fa male. Vivere per se stessi, mai con e soprattutto per gli altri, fa ammalare. Il cuore umano chiede di donarsi: l’uomo e la donna sono fatti per donarsi affinché la vita continui e anche la conoscenza viene accumulata attraverso lo studio per poter poi essere trasmessa e donata. La chiusura e il rifiuto del dono possono paragonarsi a una malattia. Anche la psicologia assicura che il narcisismo è un grave disturbo della personalità, portatore di nevrosi, paure e soprattutto infelicità. Non vedere questo lato della vita, la meraviglia dell'abbondanza che ci si rovescia addosso non appena accettiamo lo stupore dell'incontro con l'altro, l'emozione della relazione, per rinchiudersi invece nella prigione dell'accumulo, del calcolo, dell'avarizia è patologico. Abbiamo bisogno di calore, di amare e di essere amati. Non si deve mai essere avari perché ciò conduce alla povertà affettiva, spirituale ed intellettuale. Dobbiamo spenderci ed essere autenticamente coraggiosi, ripetendo sempre che è dare se stessi nel rapporto con gli altri che rende forti.

San Pio V - Antonio Ghisleri - papa domenicano - El GrecoAntonio Ghisleri non è solo il grande pontefice della riforma tridentina, ma anche il protagonista della storica battaglia contro la flotta turca. Un santo che ebbe al suo fianco amici come san Carlo Borromeo e san Filippo Neri. Con il Concilio di Trento, tra il 1545 ed il 1563, il nuovo incremento della vita cattolica apparve come uno dei più stupendi fenomeni della storia della Chiesa. La rassegnazione che sembrava aver colpito il popolo cattolico, come un esercito ormai vinto e in piena ritirata, cedette lentamente il passo a un rinnovato spirito combattivo e a una coscienza che andò man mano acquistando sempre più il senso della sua vera missione. Le ferite dolorose inferte nel periodo della grande apostasia nel corpo della cristianità pian piano rimarginarono e chi era rimasto fedele all’antica fede si rallegrò per il nuovo corso della vita religiosa. La Chiesa entrò nell’epoca della “riforma cattolica” come un tempo di autocoscienza, da parte della chiesa, dell’ideale di vita cristiano cattolico grazie a un ampio rinnovamento interiore.

beato angelico adorazione dei magi smallIl Santo Padre Domenico indicava nei Re Magi un esempio di umiltà e di generosità. Erano potenti, ricchi e sapienti ma si umiliarono inginocchiandosi ad adorare un bambino povero nato al freddo in una grotta e deposto in una mangiatoia. Per San Domenico ogni uomo dovrebbe mostrare le stesse virtù e dovrebbe praticare la medesima fede dei Magi e, per tale ragione, il Padre dei Predicatori desiderava che ogni Chiesa ne contenesse l'iconografia. La famiglia di Gesù si ritrovò a vivere una situazione di emarginazione e di povertà che la obbligò a sperimentare le categorie evangeliche della vita privilegiate da Dio: l'umiltà coi pastori, la fraternità col popolo di Dio ed il pellegrinaggio coi Re Magi che percorrono una lunga via per rendere un servizio. Queste erano e restano le condizioni per realizzare una relazione autentica con Dio. I Magi si sono messi in cammino lasciando il loro agiato mondo, le loro sicurezze e l’insieme di radicate abitudini. Non si può andare alla ricerca di Dio senza prendere una costosa decisione, senza tagliare la comodità, senza sradicarsi dal contesto rassicurante del nostro universo personale. Occorre aprirsi al rischio della ricerca del Volto desiderato e nascosto. Il viaggio di ogni vero cercatore di Dio parte dagli abissi del proprio cuore, dalle esigenze più profonde che pulsano dentro e procede verso la Città di David.