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Fraternita Laica Domenicana Firenze - San Domenico - TizianoSpagnolo della Castiglia, fondò a Tolosa l'Ordine dei Frati Predicatori basato sulla predicazione itinerante, la mendicità, una serie di osservanze di tipo monastico e lo studio approfondito. Ebbe una visione della Vergine Maria che gli additò il rosario come la preghiera più efficace per combattere le eresie senza usare violenza. Il fondatore dei predicatori nacque nel 1170 a Caleruega, in Castiglia, da Felice di Guzmán e di Giovanna d’Aza. Dopo una prima educazione ricevuta da uno zio arciprete, sui 14 anni fu inviato a Palencia dove frequentò corsi regolari di arti liberali e di teologia per un decennio. A contatto con le miserie causate dalle continue guerre e dalle carestie, dimostrò una grande carità verso i poveri, arrivando nel 1191 a vendere le proprie preziose pergamene per sfamarli. Terminati gli studi, a 24 anni entrò fra i canonici regolari della cattedrale di Osma e fu ordinato sacerdote. Le esperienze di vita regolare, di liturgia corale e di contemplazione perfezionarono la sua formazione.

 

Vangelo papiro P66 Bodmer II“Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mr 16,1). Cosi pronunciava nel Vangelo il capostipite e modello dei comunicatori della Buona Novella ai suoi discepoli, il Gesù di Nazareth. Queste parole sono oggi conferma di come l’esigenza di comunicare abbia sempre fatto parte integrante della storia della Chiesa cattolica; un istituzione fondata sulla diffusione della Fede e di principi quali ad esempio l’amore, la carità, il perdono e la pace. Tutta la scrittura testimonia essenzialmente un fatto: il rivelarsi di Dio all’uomo. Con il suo palesarsi, Dio volle manifestare e comunicare sé stesso e la sua volontà di salvezza agli uomini, per renderli partecipi di quei beni divini che trascendono la comprensione della mente umana.

Natale 2016 Ordine Predicatori San DomenicoLa celebrazione eucaristica si conclude con uno di questi saluti: "La gioia del Signore sia la nostra forza, andate in pace!" e i fedeli rispondono: "Rendiamo grazie a Dio!". E proprio nell’eucaristia, che è “fonte e apice di tutta la vita cristiana”, i fedeli sono nutriti dalla Parola e dai sacramenti: fonte della gioia che uno sperimenta dentro di sé e porta agli altri nella vita quotidiana. Siamo nel periodo di Natale. Ci chiediamo: qual’è la prima reazione davanti a questo grande mistero del Dio che si fa bambino, si fa uomo? Penso che la prima reazione non può essere altro che gioia. L’evangelista Luca presenta la scena di nascita di Gesù con annucio dell’Angelo ai pastori: “Ecco. Io vi annuncio una grande gioia” (Lc 2,10).

San Domenico statua lignea
Come si presentava il nostro Santo Padre e Maestro? La Beata Cecilia, con quel tocco che è propriamente femminile, ce ne offre un bel ritratto: "Il Beato Domenico aveva questo aspetto: era di media statura ed esile di corpo; aveva un bel viso e la carnagione un tantino rosea; i capelli e la barba tendevano al rosso; gli occhi erano belli. Dalla sua fronte e di fra le ciglia irradiava un certo splendore che a tutti ispirava rispetto e simpatia. Rimaneva sempre sereno e sorridente, tranne quando era addolorato per qualche angustia del prossimo. Aveva lunghe e belle mani ed una voce forte e armoniosa. Non fu mai calvo, ma aveva la corona della rasatura tutta intera, cosparsa di qualche capello bianco". E il Beato Giordano, nel Libellus, scende ancora più in profondità e spiega perché Domenico aveva un volto così bello, così radioso, così solare: "E poiché il cuore gioioso rende sereno il volto, tradiva la placida compostezza dell'uomo interiore con la bontà esterna e la giovialità dell'aspetto.
 

San Domenico BolognaAi Frati dell’Ordine dei Predicatori amati nell’amato Figlio di Dio, fra Giordano umile Maestro e servo del medesimo Ordine augura salute e gioia costante. La bontà divina nella sua investigabile sapienza è solita differire per lo più un bene non per togliercelo ma perché più pieno e abbondante ci venga donato al momento giusto. Orbene, sia per il fatto che Dio provvede meglio alla sua Chiesa, sia per la diversità dei pareri fra le diverse persone, alcuni seguendo senza prudenza la via della semplicità, dicevano che bastava che la memoria immortale di san Domenico, servo dell’altissimo Signore, Fondatore dell’Ordine chiamato dei Predicatori, fosse nota a Dio, e non si dovesse fare in modo che fosse conosciuta dagli uomini.

Santa Caterina da Siena smallCaterina nasce a Siena, nel rione di Fontebranda nella Contrada dell’Oca, il 25 marzo 1347, dal tintore Jacopo Benincasa e da Lapa di Puccio de’ Piacenti. È la ventiquattresima di 25 fratelli e sorelle. Nel 1353, all’età di sei anni, ha la prima visione di Cristo Pontefice, accompagnato dagli apostoli Pietro e Paolo e dall’evangelista Giovanni; è un’esperienza fondamentale per tutta la sua vita, infatti intuisce che deve rivolgere cuore e mente a Dio facendo sempre la Sua volontà. A sette anni fa voto di verginità perpetua ma la famiglia ostacola la vocazione e, pertanto, le impediscono di avere una camera per sé e la costringono a servire in casa. Un giorno il padre la sorprende in preghiera con una colomba aleggiante sul capo e decide, allora, di lasciare libera la giovane di scegliere la propria strada. Dopo anni di preghiere e penitenze, Caterina riceve, nel 1363, l’abito domenicano del Terz’Ordine, quello delle Mantellate, suore laiche.

 

San Tommaso 1481 BotticelliTommaso dei conti d'Aquino nacque nel 1226 nella contea di Aquino presso Roccasecca. A Montecassino ebbe la sua prima educazione. Nel 1243 durante i suoi anni trascorsi a Napoli perchè frequentava luniversità delle arti, entro nellordine dei domenicani, anche se i suoi si erano opposti. In seguito si trasferì nello studio dei frati predicatori di Parigi, e divento allievo di Alberto Magno, che segui fino a colonia nel 1248. Nel 1252 tornò a Parigi, dando inizio al suo insegnamento universitario: commentò allora la Bibbia e le Sentenze di Pier Lombardo. Nel 1256 divenne maestro reggente di teologia. in questi anni scrive il De ente et essentia, i commenti alle Sentenze, al De Trinitate di Boezio e al De divinis nominibus di Dionigi l'Areopagita. Osteggiato dai maestri secolari dell'università parigina, Tommaso scrisse l'opuscolo Contro coloro che contrastano il culto e la religione di Dio. Il papa sembrò dapprima dar ragione ai maestri secolari; ma l'anno dopo decise la disputa in modo favorevole agli ordini mendicanti. Tommaso fu allora nominato, insieme col suo amico Bonaventura, maestro nell'Università di Parigi nel 1257. Nel 1259, Tommaso lasciò Parigi e ritornò in Italia, dove nel 1265 ebbe l'incarico di ordinare gli studi dell'ordine a Roma e fu teologo della corte pontificia.

Bruno CadoreCari fratelli e sorelle, è con grande gioia che scrivo questa lettera per annunciare l'apertura e il programma del Giubileo degli ottocento anni della conferma dell'Ordine dei Predicatori, che celebreremo dal 7 Novembre 2015 fino al 21 gennaio 2017. Questa celebrazione degli 800 anni della conferma del nostro Ordine coinciderà con quella del Giubileo straordinario della Misericordia annunciato da Papa Francesco. La felice coincidenza di questi due Giubilei tanto cari alla nostra storia, la nostra vita e missione domenicana, è per noi una speciale chiamata a rinnovare il ministero della Parola, durante la celebrazione del nostra ottavo centenario, attorno alla missione specifica della Chiesa: «annunciare la misericordia di Dio, che per mezzo suo deve penetrare nel cuore e nella mente di ogni persona».


San Domenico de Guzman faceCi apprestiamo a celebrare nel 2016 l’ottavo centenario dalla conferma dell’Ordine da parte del papa Onorio III. Un giubileo, per il popolo di Israele, era un tempo di gioia e di rinnovamento, «quando ciascuno tra voi ritornerà alla sua proprietà e ciascuno ritornerà alla sua famiglia» (Lv 25,10). Se il Giubileo ci invita quindi a ritornare alle origini dell’Ordine è paradossalmente - per ricordarci del momento fondatore in cui san Domenico inviò i primi frati fuori della loro casa, famiglia o nazione, perché ritrovassero la gioia e la libertà dell’itineranza. La nostra mobilità significa più che spostarsi da un luogo a un altro: come discepoli del Cristo, siamo inviati a predicare il Vangelo. Solo condividendo la vita di Colui che, inviato dal Padre, ci dona lo Spirito, acquistiamo la libertà interiore che ci rende disponibili agli appelli dei nostri fratelli e sorelle.

Raimondo da CapuaDella famiglia Delle Vigne, mentre era studente di diritto a Bologna, nel 1350 entrò nell'Ordine in quella città. Fu insegnante e priore in vari conventi italiani. Su suggerimento della Madonna, s. Caterina da Siena lo scelse come direttore spirituale, comunicandogli la sua ardente passione per la Chiesa e per il rinnovamento della vita religiosa. Come provinciale di Lombardia e poi nel 1380 Maestro dell'Ordine si prodigò per restaurare la regolare osservanza tanto che fu considerato un secondo fondatore dell'Ordine. Lavorò anche per il ritorno del papa a Roma e per la soluzione dello scisma d'Occidente. Dopo aver studiato teologia e poi giurisprudenza a Bologna. Sui trent’anni è direttore spirituale o insegnante in varie comunità: da Montepulciano a Roma, e più tardi a Siena, dove si fa anche infermiere e confortatore nella pestilenza del 1374. Nello stesso anno, eccolo direttore spirituale e confessore di Caterina da Siena, già nota a pontefici, a sovrani di tutta Europa e alla gente qualsiasi, per il suo modo tutto nuovo di affrontare problemi come la crociata in Terrasanta, il ritorno dei papi a Roma e la riforma della Chiesa.